Varietà e Contrasti
Wednesday, June 25, 2008, 12:39 AM
Mi sono sposato.
Davvero: l’ho fatto!.
Sarebbe stato meglio essere più paziente e aspettare fino ai 55 anni.
Sarebbe stato meglio essere più saggio e aspettare fino ai 65.
Sarebbe stato peggio essere timorato (o meglio, un codardo) e non averlo fatto mai.
Si fosse una favola, un film, oppure un`opera, lei avrebbe cieli stellati negli occhi e fiumi di pappa reale nella bocca.
E cosí infatti, Emiko é una cascata di bellezza, però non è per questo che mi sono sposato con lei. Mi sono innamorato della sua maniera di amarmi e dei suoi silenzi comunicativi. Mi sono inamorato del suo incedere giapponese e de sua testa “Stravinskiana”. Molto diversa, e al stesso tempo tanto simile a me, che dal primo incontro non riusciamo a separarci.
Voglio dire che lei è capace di sopportare tutta la mia pazzia e a me fa impazzire la sua.
Ci sposiamo? Dai!



Non é stato facile sposarci: un brutto e molto poco edificante conflitto con il suo ex ci bloccava e ci faceva perdere la serenitá necesaria per occuparci dei nostri progetti.
Peró questo periodo è terminato e sto scrivendo mentre sono in viaggio per il Brasile.
Per essere riusciti a sposarci e rimeterci in viaggio , dobbiamo ringraziare tutti i professionisti che abbiamo involucrato : Andrea, Pablo, Liliana, Néstor y Uriel che hanno lavorato molto bene per risolvere tutti i problemi. Guarda, se hai bisogno de un notaio, un commercialista, oppure avvocati a Buenos Aires te li raccomando senza nessun dubbio. E con tutta la buena onda aggiungo anche Almirón, il notaio zio di Carolina che mi ha venduto la casa.



Questo racconto descrive un viaggio. Uno di quei viaggi che si fanno in certi periodi della vita e che non necessitano ne strade, ne mappe.
Parlo di persone, abbraci, inviti, regali, disponibilitá ad aiutare, a compartite, a ridere.
Buenos Aires in soli due anni mi ha regalato una casa, tanti amici, una familia nuova.
Emiko e io abitiamo da un anno e mezzo nell’appartamento con terrazzo che mi ha venduto Carolina.



Le avevo comunicato che compravo l’appartamento di Buenos Aires con una telefonata da Parigi. Questo é una delle cose che ti fanno sentire abbastanza globalizzato .L’appartamento non é grande però è molto luminoso e ci piace tanto.
È nel quartiere Congreso, detto anche Montserrat, a 100 metri dalla Avenida 9 de Julio e a 150 metri dalla Avenida de Mayo. Forse le due estrade piú importanti della Capitale Argentina.



Ogni mattina la strada dove abitiamo é un casino: semafori che bloccano automobili, taxi, camion, autobus…, pompieri e ambulanze.. Ogni volta que sento una ambulanza bloccata penso al ragazzo che c`é dentro mentre aspetta in coda di arrivare all¨ospedale….
Peró sei piani piú in su si vede tutto piú aperto e il sole brilla fino al tramonto.



Abbiamo mangiato e abbiamo ricevuto amici in terraza che ogni giorno diventa la nostra esclusiva spiaggia nudista, mentre soto il casino di Buenos Aires segue il suo ritmo alienante.



L’inverno 2007 é stato il piú freddo degli ultimi 98 anni: ha addirittura nevicato e per un giorno la città si è vestita di una affascinante coltre bianca.
Peró quando retorna il caldo, la Capital Federal si trasforma e torna a essere molto gradevole. Ti da voglia de uscire, mangiare fuori in un restorante al aria aperta oppure riposare sulla erba di fronte al fiume, bevendo una Quilmes gelata.



A gennaio siamo stati in Italia per sbrigare gli ultimi documenti e sopraratutto visitare gli amici e i parenti.
Il viaggio in auto attraverso le belleze di Italia è stato magico: le cittá cosi interesanti e la campagna tanto bella, le montagne meravigliose e il mare cosi azzurro, il cibo così gustoso e le persone tanto carine.
Abbiamo dormito alcune notti in Auronzo, a Monteriggioni e a Parigi.
É stato il nostro primo viaggio ed é stato grandioso.



Al ritorno dal viaggio in Italia, abbiamo deciso di riciclare la nostra casa e a parte una piccola discussione se mantenere o no la vasca, tutti il resto è venuto come lo immaginavamo. Eravamo cosi entusiasti del risultato, che quasi pensavamo di comprare altre case e reciclarle per poi rivenderle.



Siamo stati a un passo dal farlo insieme a Jack, e avrebbe potuto essere un bell`affare, peró non é stato posibile.
Buenos Aires è una città decisamente affascinante, come è dimostrato dall’interesse di molti inversionisti stranieri negli ultimi anni.



Jack è venuto da Milano a Buenos Aires per una settimana e dopo aver trascorso tanti anni insieme in Europa è estato emozionante e divertente reincontrarci al sud dell´America del Sud.
Ha conociuto i quartieri di San Telmo, Recoleta e Mataderos, La Boca e Palermo: la varietà di città diverse che si incontrano all’interno di Buenos Aires é affascinante, estrema e interesante: socialmente, culturalmente e architettonicamente.



Buenos Aires é la capitale delle varietà e dei contrasti.
La Avenida Corrientes é un concentrato di teatri, librerie, negozi, bar e ristoranti.Si puó incontrare di tutto e tutto il meglio di Argentina. La gente si concentra a passeggiare il sabato e la domenica per la sera.peró siempre, ripeto, sempre, é piena di auto, taxi, autobús. E una delle arterie piú importanti della Capitale e la piú affascinante, con le luci dei grandi teatri e l’Obelisco che è visibile lontano dieci isolati.



La descrizione appena fatta dista mille miglia dal quartiere La Boca (Miguel e io lo sappiamo bene, perchè una domenica pomeriggio, un tizio armato ci ha consigliato di pagare 200 pesos senza ricevuta).
Propongo un brindisi per tutti i ladri che rubano ma che ti lasciano vivo.



E tanti porteños che abitano nel quartiere (barrio) di Villa Devoto, non vanno mai a San Telmo, che è il barrio più turistico, considerandolo pericoloso.
Buenos Aires offre tutto e il contrario di tutto e abitare lí significa potere approfittare di una grande varietá di culture, sapori, musiche e colori,



Dalle dighe di Puerto Madero, fino alla costa di Martinez, i barrios, gli edifici, i viali (avenidas) e i parchi, disegnano una città che cambia ogni 30 cuadras, che si sviluppa in alto e in lungo, che si può girare rapidamente da un estremo all’altro, grazie e un perfecto disegno urbano, e tutto va dallo schifo al lusso, dal gradevole allo criticabile. Ma sempre piena di gente amabile.
La grande offerta di spettacoli teatrali, le ferie artigianali, i concerti, i servizi esclusivi, le consegne a domicilio, la qualità della verdura e della carne, il River dei “millionarios” e il Boca degli “xeneises” (genotes, per chi non lo sapesse), fanno di Buenos Aires un posto da scegliere e scelto.



Però, come in ogni grande città, accanto alla varietá, convivono i contrasti
A Buenos Aires, mentre la gente si muove e lavora, gli scioperanti che appoggiano il governo disturbano tutti gli altri. Non ricordo in tutta la mia vita nesuna “protesta a favore di un governo” supongo sia una di quelle cose che capita solo in Argentina.
Cosí come una moglie succede come presidente come al governo di suo marito (e la sorella é sistemata in un Ministero).
Era già capitato con Perón e le sue due spose. Nel 2007 la storia si ripete con Nestor “il pingüino” Kichner e Cristina Fernández de Kirchner. È antipatico dirlo, però il sistema Argentino è una democrazia che puzza di dittatura.



Varietà e Contrasti.
A Buenos Aires, mentre migliaia di persone cercano de sopravvivere nella Villa (favela, o bidonville) 31 a venti cuadras la presidente Cristina “Dior” non smette di sfilare ogni giorno con un nuovo completo nè di lamentarsi, affermando che tutti la criticano perchè è donna.
Vuol dire: per il momento non esiste una soluzione. E gli argentini lo sentono.



Qui devo esprimere un punto importante: sono un Italiano che vive in Argentina da tre anni. So quanta Italia c’è in Argentina. Non mi sento responsabile per come sono gli Argentini perchè nemmeno mi sento responsabile per il comportamento degli Italiani in Italia, che al contrario, critico, e molto.



Però, anche se non mi sento responsabile, mi sento involucrato, mi sento di far parte di questo casino “Napoletano”, come la cotoletta alla milanese, piatto tipico di qui, che servita con pomodoro e formaggio, si dice “milanesa a la napolitana”. Un casino, che apparentemente funziona.



L’Argentina é cosí. É piena di varietà che ti arricchiscono la vita e allo stesso tempo piena di contrasti che te la complicano.
Per esempio si inventano un problema: il sale alza la pressione sanguigna e alcune persone soffrono di ipertensione. Soluzione: tolgono il sale da tutte le pietanze.
Cosí risulta insipida per tutti.
Altro problema: alcuni non sanno guidare bene e non rispettano i limiti di velocitá, Soluzione. Mettono decelleratori “lomas d burro” in tutte le strade. Cosí guidare risulta scomodo per tutti.
Altro problema, ancora peggiore: alla guida, si inventano che per lasciarsi superare, devono mettere la freccia a sinistra (!!!). Conclusione: se uno vuole girare e sinistra e quello dietro vuole superarlo, é un incidente assicurato
Occhio a guidare in Argentina!!



Nella Capital Faderal il traffico é un caos: i guidatori degli autobús guidano con licenza di uccidere, i taxisti se ne fregano di tutto e tutti. gli altri, di fretta e stressati (manco fossero a Milano!) se ne infischiano di molte regole della strada. Però almeno tutti rispettano il rosso.
La polizia soffia tutto il tempo nel fischietto. Come se il solo fatto di fischiare fosse la soluzione al casino.
In ogni caso, la colpa è sempre dell’altro.



Se il pomodoro aumenta da 2 a 16 pesos il governo si preoccupa per abbassalo a 4 pesos per poi dichiararsi il garante dei prezzi di fronte al paese.
E gioca ancora più sporco: mentre i produttori mantengono gli stessi prezzi da anni, il governo continua a aggiungere imposte ai prodotti, e allo stesso tempo accusa i produttori di vendere a prezzi troppo cari.
Geniale!



Mentre che nel quartiere da Barrio Norte si parla cheto, distinto… con la erre moscia insomma, e si danno del “gordo-gorda” (ciccino, ciccina mia) con amore, in altri quartieri si danno del loco (matto) e boludo (pirla) con il sorriso in faccia e del “vete a la concha de la re mil puta que te parió (e la concha de tu madre!!!)” quando si arrabbiano.
Divertente.



In questo deserto tormentoso al di là dei limiti della nostra casa e dei parchi di Palermo, di alcuni angoli de san Telmo e dei bar storici come dei moderni ristoranti, si incontrano
altre isole di pace: parlo della qualitá delle persone.



Gli amici come Simonetta e Miguel, sempre presenti, e quelli che non ho potuto frequentare come avrei voluto (penso a Matias, Mariana, Lore, Carlos, Gabriela, Marcelo, Alejandra, Marcos…), i professionisti che ci hanno permesso di risolvere i problemi, e - last but not least- la famiglia di Emiko cioé gli zii Eduardo e Monica che mi ha ricevuto con il cuore aperto e ci ha aiutato in diverse maniere, tutte fondamentali.
Ogni complanno, ogni giorno festivo, ogni domenica, sono felici di stare insieme a noi a casa loro o a casa nostra e compartire una cena e una chiacchierata.



Abbiamo anche viaggiato a Cordoba dove è nata Emiko e abitano i suoi genitori, peró per dire la veritá non é lo stesso che stare con i suoi zii e cugini



Gli zii Aronica/Rivetti, al contrario, sono una famiglia allegra e accogliente. Anche se purtroppo hanno perso l’uso dell’Italiano sono un gruppo molto “tano” (come qui indicano le persone italiane o di orgine italiana), tra i quali cito il cugino Pablo che qust’anno è diventato padre e la cugina Anita, la rossa, energia da vendere, che mi ricorda la eroica moglie del Garibaldi.



Raccontano che il primo Aronica che venne qui direttamente dalla Sicilia, fu invitato a un asado (il barbecue di carne alla argentina) dagli ex isolani. Portava con sè una busta che pensava essere una raccomandazione, e che invece era un messaggio mafioso per uccidere un tipo che era proprio lì, nel bel mezzo della festa tra bottiglie di vino e sorrisi, se la stava spassando pensando di essere in salvo, cosí lontano da Palermo. Troppa cane fa male.



In questo ultimo anno e mezzo ho scritto il mio primo libro di poesie (Nudo di Uomo) che me sembra ancora incredibile, perche ho potuto pubblicarlo in 5 lingue.



In maggio del 2007 Marcelo e Fanny sono venuti a Buenos Aires e Emiko ha cominciato a avere curiositá per il volo libero. Il parapendio é uno dei passatempi piú belli che si possa vivere. Abbiamo cercato di che imparare a volare a Buenos Aires, però non abbiamo avuto molta fortuna.
Per aprire un po’ la vela o per dei piccoli voli, siamo stati a Las Heras, Olavarria, Balcarce y Cariló.



In Capital Federal le persone non sono molto qualificate, e non ci sono neppure veri siti di volo. Ho conosciuto chantas (farabutti) che si credono furbi, con me, il tano perfetto da fregare… ma purtroppo questa é una pratica diffusa negli argentini
Poveracci, non capiscono che essere l’arte di fregare è una professione creata e sviluppata dagli Italiani durante secoli.



Comunque, ho visto con i miei occhi la mia signora volare in parapendio e in dicembre siamo andati a fare un corso intensivo di parapendio nel paesino di Cuchi Corral. A Córdoba ci sono tanti insegnanti molto bravi per il fatto é che lì si sono formati i primi piloti: Andy Hediger o Matias Perez, Gustavo Lallana o Mariano Baccola, Toti Lopez o Pablo “El Condor” Kuniss, e altri ancora.
Raul Rodriguez e Hernan Pitocco, i due più recenti campioni mondiali di acrobazia, si divertivano nelle termiche estive sudamericane, mentre io, con il naso all’insù, mi sentivo un bambino deficiente.
Tutti insieme abbiamo festeggiato il primo volo di Emiko, in un asado bien Argentino y re ondón.



L’insegnante di Emiko si chiama Carlos Vega il teacher dei teachers e amico di Marcelo, che ci ha ricevuto nella sua bellisima casa di campagna , e per 40 giorni ha lavorato molto fino a che Emiko è risciuta a fare i suoi nove voli, perfetti, da manuale, per la felicitá di tutti.
Il parapendio é uno sport preciso. Ha bisogno di esperienza e molta pratica. Adesso stiamo viaggiando con le nostre alucce nella Bambi, e magari potremo volare in qualche bel posto del Brasile o del Venezuela.



In agosto siamo volati a Cuba, un po’ come in un viaggio di nozze anticipato un po’ per abbandonare il freddo di Buenos Aires. Io volevo conoscere los cayos che non ero riuscito a vedere dieci anni fa e fare un giro per i posti meno turistici di Cuba.



Ci siamo incontrati per seconda volta nello stesso anno con Jack che è venuto con Maurizio, e così, dopo tre anni , le tre Caravelle Comuniste si univano sotto la facciona del Che Argentino in Plaza de la Revolución.



Un tornado ci ha impedito di arrivare a Cayo Largo, e così siamo rimasti una settimana a La Habana.




La Capitale Cubana é incredibile. La sua gente é una mescola di culture e religión. Sinceri e carini e allo stesso tempo sfruttatori e ladri con i turisti.



Cuba non ha piú il ritmo e la allegria affascinanti, che avevo conosciuto 10 anni fa.
Le donne bellisime e le Buick, Chevrolet y Studebaker degli anni 50, dipingono ancora il paesaggio della cittá, peró il clima adesso é triste.
I cubani sono scoglionati del sistema e della rivoluzione. Loro farebbero qulasiasi cosa per generare uno cambiamento sociale, peró la paura , meglio dire il terrore, li blocca e limita a ribellarsi.
Però nel frattempo il comandante en jefe, comunista, è diventato il più grande capitalista del mondo. A tutti i turisti prende il 20% dei soldi che entrano nell’isola. Mentre ai cubani dà uno stipendio popolare di 20 dollari al mese. E tutti lo rispettano.
Mica scemo, no?



La Habana Vieja e il centro storico e turistico. Si sta ristrutturando da anni e si ristrutturerà per tanti anni ancora.
Fuori del settore turístico, a La Habana tutto é vecchio, incluso s il suo governante, che in realtà non si sa nemmeno se é ancora vivo.



Dai ricchissimi quartieri di Siboney e Marina Hemingway, dove abitano i pochi che hanno la fortuna di essere al potere, fino ai quartieri poveri come il Centro e Cayo Hueso, passando dal mítico Malecón, La Habana continua a essere una cittá indimenticabile. Ma sempre più ricca solo di contrasti, perche i militari possiedono tutto e il popolo quasi nulla.



Non c`é il Internet, non ci sono vestiti, non c’é pane, non c’é luce, non c’é pubblicitá. I grandi cartelloni al lato delle strade trasmettono soltanto propaganda política. “Fidel qui, comunismo lá” “Chavez quí, revolución lá”. Loro sono i migliori e gli altri, cioè tutti noi, siamo tutti figli di puttana capitalisti e imperialisti.
Jacopo si é reso conto subito che a Buenos Aires ci sono più contrasti fra richi e poveri che a La Habana.



Ma nonostrante il contrasto che fra poveri e ricchi in Argentina é disgustoso, per lo meno esiste una democrazia, anche se piccola e immatura, capitalista e imperialista.
Che a Cuba ancora non esiste. E mentre nessuno ha voglia di fuggire dall’Argentina, nessuno con un cervello in attività ha moglia di vivere un minuto di piú a Cuba.



In auto siamo arrivati fino a Trinidad, che é sicuramente la più bella cittá della isola, ancora in perfetto stile coloniale.
Un sogno. Come la spiaggia che ho 19 kilometri incrontrato al sud della cittá: “La mia spiaggia“
Peccato che per i prossimi anni sarà ancora comunista, cioè spiaggia del popolo, vietata al popolo. Deserta. Abbandonata. Perfetta.



Il 24 Ottobre 2007 in una ceremonia molto divertente, abbiamo detto al mondo che siamo una famiglia.
Incluso la giudice che ci sposó si è divertita molto. La zia Monica ha pianto.
Ci sposammo avendo voglia che nessuno lo sappia, pensavamo di essere soltanto con i due testimoni Simonetta y Miguel, peró abbiamo finito festeggiando con 20 persone fra amici e parenti, con un cibo molto semplice e sotto il sole, in una isola di tranquillità nel mezzo della cittá, proprio come lo avremmo sognato.



Dopo pochi giorni, in novembre. é arrivata la mia mamma a festeggiare il suo compleanno e a farsi un giro per la Patagonia. In questi giorni cadeva anche il compleanno dello zio Eduardo e della cugina Romi, e abbiamo festeggiato insieme.



Tutti hanno ricevuto mia mamma con molto affetto e simpatia. Abbiamo passato insieme momenti molto allegri e credo che lei sia rimasta schockata, perchè ha trovato una nuova famiglia Argentina che le vuole bene Io ho passato con lei delle belle giornate come non succedeva da tanti anni. Quando la abbiamo vista partire per tornare in Italia, Emiko e io quasi abbiamo pianto
Spero che mia mamma non si dimentichi di questo viaggio. Io non me lo dimenticherò.



Mentre Emiko continuava a lavorare come insegnante di yoga, io approfittavo della nostra casetta tecnologica. Fra bande larghe e satellite TV, mi sono reso conto di quello che sucedeva nel mondo e di come l’Italia, la mamma isterica dell’Argentina, andava in giù, grazie a una masnada di politici mediocri.



Emiko ha fatto alcuni liveli di italiano alla Dante Alighieri e adesso si puó comunicare come un cristiano. Io mettevo a posto la Bambi per il nostro prossimo viaggio attraverso il Brasile. Emiko vinceva tutti i conflitti con il suo ex, e io cercavo in Internet un cargo che ci portasse da Fortaleza a Panamá.



Passeremo peri l Venezuela, la Colombia, il Mexico e sarebbe fantastico ritrovare lì qualcuno degli Amici di Buenos Aires… Miguel, Simonetta, Lili e Nestor, Marta e Jorge, Alicia, Gregory, Luis, Cecilia, Vivian, Ana e Ari…. o a todos, porque no?



Il 15 Marzo, dopo 94 anni di fidanzamento, Ivi e Lu si sono sposati in una cerimonia importante e lussuosa, divertente e molto ebrea.
Prima nel Tempio di Belgrano, con la voce forte del rabbino e molti fotografi per registrare l’evento.



E poi, in una casa di feste, con piatti deliziosi e spettacoli divertenti, con gli amici di Lu molto creativi e in gamba.
Noi ce la siamo spassata molto bene. Lo zio Kito ha suonato la primavera di Vivaldi jazzata al saxófono La zia Quete sembrava una regina. Lo zio Eduardo era orgoglioso e molto elegante. La zia Monica ha pianto come da manuale.
L’usanza qui è iniziare a mangiare a mezzanotte e terminare alle 7 con la colazione. Emiko e io abbiamo passato alle 4.30. Siamo vecchi?



In Gennaio, nella Valle de Punilla cordobesa, abbiamo conosciuto gente stupenda: Mariapia e Max, Edoardo Averbuj, Feca, Ross, Scott, Jasmine e Seqwoia.
Rimpiangerò per sempre non essere andato a Ongamira.
Infine, abbiamo incontrato qualcuno che ha scelto di vivere nella Bambi e che di fatto è un nuovo integrante della famiglia: Charlie Bravo, il nostro cane.



Charlie Bravo é il cane piú bello del mondo, senza dubbio.Tutte le cagnette si innamorano di lui, e a alcune perfino…. biiiip biiiip biiip!!



Con lui abbiamo viaggiato a Venado Tuerto, a Uruguay e altre piccole gite per testare la sua attitudine al viaggio in Bambi. Risultato: è perfetto.
In più è il cane piú intelligente del mondo. Però, siccome dirlo suona esagerato, mi fermo e semplicemente lo penso. Ma vi invito a conoscerlo.



Senza entrare in altri dettagli, posso affarmare che è stato un periodo ricco di scoperte: dallo stile della vita porteña fino alla mecca del parapendío, da La Bohème dal Teatro Avenida fino al parco di Cariló, dalla calorosa simpatia degli argentini fino alla vita di coppia.



Le ultime settimane le abbiamo passate organizzando il viaggio e tra “las despedidas”: - gli ultimi saluti - agli amici e parenti
È stato un periodo intenso che ricorderò per sempre. Non riesco a essere distaccato e ironico, pensandoci. Ogni volto, ogni saluto, ogni brindisi, ogni abbraccio, li sto portando con me. E con Emiko, ogni tanto riviviamo i momenti più belli, e li sentiamo vicini, attuali, forti.
Ho fatto della mia vita un viaggio, e viaggiare significa incontrare persone, ma sopratutto lasciare persone. Fra le tante, alcune non si lasciano, alcune si vorrebbero ritrovare, alcune si vorrebbero sempre accanto.
Ma il viaggio, questo, non te lo permette.



La Bambi ora ha un doppio serbatoio di Diesel, batterie, freni e frizione nuovi. La cucina efficiente. La carrozzería è perfetta.



Voglio ringraziare tutte le persone che hanno lavorato per preparare la Bambi: Claudio, en Quilmes, Luciano e Walter (Saraza 1244, chapa y pintura: una garanzia di serietà) Eduardo Azzolina a Berasategui, e per ultimo Raul, di Avendia San Juan, che sempre, sempre sempre, si è dimostrato un amico.
Grazie a tutti. Hasta siempre!
In Paraguay compreró 6 ruote nuove, e viaggerò con due ruote di scorta..
Questa tappa a Buenos Aires é finita. E tempo di riprendere il viaggio.



Devo solo aggiungere un ultimo pensiero prima di partire. Riprendo il viaggio senza sapere dove arriverò. Dipendo dalla Bambi che fino a oggi mi ha accompagnato come una compagna fedele e ricambiata. Però ora vivo con una altra compagna e spero che nessuna delle due diventi gelosa.
Casomai le sguinzaglio il cane.