La fine e l'inizio - ITA
Tuesday, September 19, 2006, 10:16 PM
È venuto il momento di scrivere
È un pomeriggio senza una nube, nella solitudine di una domenica Porteña, con il sole che lentamente sparisce tra i palazzi di Montserrat, il barrio centrale di Buenos Aires, dove da una settimana mi sono sistemato in casa delle mie amiche.



Sento che è la fine di qualcosa. È la fine di un viaggio. Il mio, nel sud del sudamerica. Terminato, come è giusto, da dove era partito: quella Buenos Aires che mi accoglie ancora una volta ancora, prima di congedarmi (non) definitivamente da questa Argentina encantadora.



È la fine di un estate Boreale e di un inverno Australe.
Come la fine di una era: le WTC e il pentagono che si sgretolano sotto i miei occhi increduli, e le bombe e le decapitazioni in nome di Allah, in questa terza guerra mondiale non dichiarata.
Sapendo che non ancora non si conoscono i responsabili di tutto questo. Coscienti di dover convivere con un mondo cattivo. Con la speranza che cambi.
È la fine delle vacanze e di un sogno.



Come il mondiale di football vinto dall’Italia che si dissolve in una zuccata “da non pentirsi”. Come è giusto, visto che la zuccata è stata data dal migliore, al peggiore.
È la fine del Britannico, il celebre caffè di San Telmo che chiude nonostante le proteste e le perplessità della gente del barrio.



È la fine di un amore. Quando restano impressi nella memoria gli ultimi tristi episodi che lo hanno ucciso, offuscando tutta la poesia e le speranze che lo avevavo fatto nascere.
È la fine del nuovo miracolo economico, che si era arenato sul nascere per gli orrori del 2001. Mentre oggi in Argentina manca una alternativa al peronismo, in Italia abbiamo un nuovo governo del quale lamentarci. Ragazzi che bello vivere tutto questo da lontano!!



Torna l’autunno. Torna la primavera. Benvenuti.
Ê la fine della nebbia, perchè qui a Buenos Aires i miei occhi che tornano a vedere. Non per magia. Per una operazione al laser. Ultima generazione e la capacità e la esperienza di Ernesto Rinenberg, al quale ho dato una fiducia (e dei soldi, chiaro) ma sono stato ampiamente ripagato.



Ora vedo più chiari i dettagli che si erano persi negli anni, vedo le finezze delle persone. Vedo nuovi amori crescere: pieni di speranze, di progetti, di timori. Vedo che l’Italia di calcio tornerà a perdere.
Che nuovi amori nasceranno più forti di quelli passati.
Vedo che coloro che hanno cospirato ai danni del mondo presto pagheranno. Certo che pagheranno. Oh se pagheranno.
E questo sará mondiale. Io adoro la globalizzazione.



Vedo che le persone continueranno ad ammazzarsi nel nome di dio. Vedo che la distanza fra le persone aiuta anche più della vicinanza.
Vedo che il mio viaggio potrà ricominciare.
Perchè la morte, che nel linguaggio mio e dei tarocchi, è un cambiamento, e permette ad ognuno di coltivare pensieri positivi futuri.
E io sono forgiato di futuro.
(mi manca il copyright, però: Lorena e Andrea, ad esempio, si forgiano di futuro sposandosi. E in più fanno bambini: BRAVI RAGAZZI!)



Buenos Aires è il posto più adatto per passare oltre, per guardare avanti. Per fermarsi e per ripartire.
È anche il posto più adatto– almeno così la penso ora – per pubblicare un libro.
Come me lo hanno capito molti. Micaela (e le sue amiche) lo ha capito al volo. E ha deciso di stabilirsi qui. Ballando tango tutte le notti, si intende.
Cosí ho trascorso gli ultimi mesi metropolitani, immerso nel passaggio tra la fine di un sogno e l’inizio di un nuovo, incredibile obiettivo. Per più di due mesi sono stato accolto e ospitato da Miguel nella sua bella casa di San Telmo.



Un ambiente tanto favorevole mi ha permesso di scrivere, tradurre, concentrarmi sul nuovo capitolo della mia vita. Il Poeta. Il pazzo. Il gesto e l’azione. Grazie a Miguel, Hugo e Mabel che mi hanno coccolato come un principe anche se a Hugo pareva molto strano che passassi i miei giorni - e le mie notti – in casa, davanti al computer. Ma sono un vero fanatico della libertà e internet, oggi, ne è la più evidente espressione.



Vedo il mio amore svanire in questa immensa pampa Australe. Ne ho sparso il seme al di là dei confini conosciuti. Sembra terra arida. Ma sono certo che un giorno germoglierà e mi potrò sfamare di quel raccolto-cosecha.



Lasciando il Chile e Valparaiso, ho valicato il passo dell’Aconcagua la più alta cima dei due continenti americani. Ho soggiornato una notte nella bella Uspallata prima di conoscere Mendoza. Mendoza è una grande città, ben diversa dalla tedesca Bariloche, che perfettamente orientata a nord, al sole, dalla montagna si tuffa nel lago Nahuel Huapi sottostante.



Mendoza è molto più scura, tutta pianura, tutta cuadras, calle y avenidas e solo al fondo si intravedono le montagne. Mendoza è la città gemella (o forse, solo mi fa ricordare una gemella): da Lujan de Cuyo a Las Heras, passando per Benegas, Godoy Cruz e il centro, sono 25 kilometri di case, case case.



Bellissima da innamorarsi però a volte fredda, distante e isolata, Mendoza offre ottimi ospedali e i vigneti più famosi di Argentina: Nieto Senetiner, Cadus, Las Terrazas, Graffigna, Navarro Correas, Trapiche, Catena Zapata, Familia Zuccardi sono solo alcune delle tante bodegas Mendozine che fanno di Argentina (grazie soprattutto ai pionieri Italiani) un eccellente produttore di vino.



Mendoza è Mariana e la sua famiglia. Gente semplice, forte, accogliente. Italiani: Indovino e Polimeni sono i cognomi che ho frequentato e che mi hanno accolto con simpatia e affetto.
Porto tutte le ragazze a volare in parapente e con loro volo più lontano che mai.



Poi, con la Bambi e Mariana riparto verso Cordoba e Carlos Paz. Cordoba la seconda città Argentina. Cordoba universitaria. Cordoba storica.
Cordoba la Mecca del parapente. Vado fino alla cumbre a vedere se si può… ma piove e sono stanco. Veramente stanco. Ho bisogno di riposare. E la mèta Buenos Aires è sempre più vicina. Lascio Mariana, la mochilera indipendente e riparto verso la Capital.



Ma prima di tornare a Buenos Aires passo da Marta e Jorge, a Venado Tuerto.



Viaggiano anche loro con un motorhome e sopratutto mi hanno seguito amorevolmente lungo tutto il mio viaggio, scrivendomi e invitandomi. Ho voglia di parlare con loro e mi ritrovo in un ambiente frizzante di interessi… i ragazzi sanno come divertirsi, non c’è che dire. Hanno oganizzato per me due interviste. Un giornale e una televisione….non credevo di essere interessante.



Sia Norma Ramona Migueles, con una perfetta capacità di interpretazione e armonia di espressione, sia juan Carlos Rodriguez, anch’egli poeta più che mai vivo e positivo, hanno tracciato ritratti di me che consegno volentieri alla naturale indifferenza degli anni a venire.
Fotografo Avenida Sarmiento come se fosse Valeria Mazza e riparto.



Un problema al turbo della Bambi mi accompagna negli ultimi 500 kilometri che mi sbanco a 70 orari e un fumo nero che in Italia mi arresterebbero.



A Buenos Aires incontro Gabriela, rinata dopo essere uscita dalla triste vicenda del suo ex novio. Ora ha il sorriso che si merita, la positività e la dolcezza che solo una cordobesa. Attraverso Gabriela conosco Mariana. Divertente e ironica, è tanto interessante che mi sarebbe piaciuto frequentarla più di quanto ho fatto. Parlare e ascoltare la sua vita fatta di nuovi linguaggi. Che non è una vita come tanti altri. Ma so di poter dar poco, in questo periodo egoista dedicato a me stesso. Spero di rivederla. Sì, lo spero proprio.



Attraverso Gabriela conosco anche Matías.
Matías Vernengo poeta e editore di Buenos Aires. Grazie a Matías la mia idea del libro prende forma. Mi aiuta in tutto il necessario. Decidiamo che la versione sarà in Porteño, il linguaggio tipico di Buenos Aires. In fondo è il modo di esprimersi che sento più naturale e vicino all’italiano e, anche se nessuno ancora mi scambia per un autoctono, uso gli stessi termini con scioltezza.
Dopo il lavoro di rifinitura, Matías troverá l’editore più interessato.



Jesus Martinez Mogrovejo è amico di Miguel e Simonetta. Poeta peruano, vive a Paris. Anche lui mi aiuta, per la versione Francese. Sono re felice!! Mancava solo la versione inglese che speravo di riuscire a fare con Amelia, a Milano. Invece, notizia di oggi, Wendell Rickett, di Honolulu, Hawaii, se ne occuperà.



Addirittura , con Jesús, cenando una notte al Des Nivel, conosco Mariana. Un’altra Mariana. Architetto curioso e allegro.Dal primo sguardo so che con lei succederà qualcosa di bello. Tra l’altro, che qui censuro, Mariana mi mette in contatto con Marcelo Silva, poeta che vive in Brasil a Foz de Iguaçu. E Marcelo, spontaneamte e si offre per tradurre le mie poesie al portoghese… che dire? La vita è una sorpresa e Buenos Aires è piena di vita!



Miguel va e viene dall’Europa e dal México. Simonetta passa le sue vacanze estive in Italia. Micaela va e viene dalla Svizzera, in seguito al suo divorzio dopo 25 anni. Jesus viaggia a Peru e torna. Io vado a Ezeiza per prendere o portare Miguel, Jesús Micaela y Simonetta. Loro se ne vanno e vengono e io resto. Incredibile!



Resta Carolina e le sue amiche. Carolina organizza la festa del mio compleanno in casa sua. ….Que raro! Il mio compleanno è l’11 Agosto, e aparte tanti anni fa quando lo passavo ad Auronzo in compagnia degli amati parenti, non sono più abituato a festeggiarlo. Nel 2004 ero a Milano, solo, progettando la mia vita futura.



Nel 2005 arrivai ad Antofagasta, per vedere l’Oceano Pacifico. Io e la Bambi, soli e bellissimi.
Quest’anno mi trovo circondato dalla bellezza e dall’amicizia porteña. La stessa buena onda che ho scoperto a dicembre. Carolina è una divina. Ora è amica di Gabriela e questo mi sembra grazioso. Infatti c’è il mio zampino.



Non ho il tempo per vedere tutti… Carlos, Adolfo, Fanny, Marcelo, Mami e Sebastian sono le vittime di questo periodo.
Da mesi Carolina sta cercando di vendere il suo appartamento dove l’ho conosciuta. Lo mostro a Micaela che è interessata a stabilirsi a Buenos Aires, e si innamora. Non di Carolina, del suo appartamento… Lascia una caparra a Caro e torna in Svizzera per mettere a posto le sue cose prima di trasferirsi. In questo affare, io approfitto e ora passo i miei giorni ne piccolo appartamento in pieno centro che mi piaceva tanto.



Passo molti pomeriggi a lavorare al libro con Matías. Abbiamo appena finito di definire la versione Porteña, mentre Jesús e Marcelo stanno completando la loro rispettiva.
Sarà un sucesso o un flop? A chi frega?



Marta e Jorge vengono due volte in Capitale per festeggiare il compleanno di Marta e mi fanno conoscere il mondo più spensierato del mondo. Però questo resta un segreto. Eh eh..
Alessia e Charles passando di qua si innamorano della città. Stanno facendo il giro del mondo in 11 mesi (anno sabático). Anche se confusi in una megalopoli i viaggiatori si annusano, si riconoscono. Noi ci riconosciamo subito. Ma non abbiamo molto tempo…. 11 mesi passano in fretta!!



Questo affascinante casino di città aperto 24oresu24 con tutti i suoi problemi e le sue contraddizioni…. Una domenica passeggiando con Miguel nel barrio de la Boca (sí, proprio quello della coppa toyota 2004 strappata al milan) lungo la strada ferrata dietro al caminito (il punto turistico forse più famoso di Buenos Aires) mi viene da dirgli che essendo il luogo abbastanza isolato, se ci dovesse succedere qualcosa… siamo fritti….



…e un tipo, pochi minuti dopo, si avvicina proponendo frettolosamente: i soldi o ti ammazzo. I venditori contagiano con la loro spontaneità e il tipo, in più teneva in mano un argomento molto simile a una beretta. La opzione di dargli i soldi mi sembra molto interessante e eseguo.
Usciamo illesi da questa emozione tanto forte e tanto rapida. Io sono quasi felice per la esperienza, Miguel un poco meno.
In ogni fine ci sono profonde verità
E ogni fine serve per ricominciare.



Non posso parlare della mia profonda verità. Come tutti i segreti del cuore, ora nel cuore sta vivendo.
E non la voglio disturbare.