Misiones tinnamora
Monday, July 18, 2005, 05:43 AM
Lasciando la provincia di Buenos Aires diretti a nord, si lascia la ricchezza porteña dei Country, e delle Quintas (villette per il week end, in puro stile Nordamericano), degli enormi centri commerciali e degli alberghi, delle fabbriche e dei grandi magazzini di distrubuzione. Quindi si attraversa l’imponente ponte sul Rio Paraná, per entrare nella Provincia di Entre Rios (il Paraná e il rio Uruguay, appunto). A Nord di Entre Rios, le provincie di Corrientes e Misiones. La regione è chiamata tecicamente NOE NOrd Este, ed è conosciuta anche come Mesopotamia.



Entre Rios fa pietà.
L’unico aspetto degno di nota di Entre Rios è la straordinaria efficienza della Policia in autostrada: 276, 50 Pesos di multa per eccesso di velocitá (75 km orari invece che 60), mi hanno fatto capire chi è il pollo da spennare e chi il bastardo. Il souvenir é un foglietto di carta con timbro, apparentemente ufficiale, che ho esposto con orgoglio a tutti i blocchi successivi che volevano terminare bene il lavoro di ripulitura.
A parte questo, Entre Rios e Corrientes sono 1000 kilometri di niente. Vacas y pasto. Vacche e prati. Ho viaggiato due giorni sotto una pioggia incessante che almeno ha regalato qualcosa al paesaggio: vacas, pasto y lluvia, lluvia, lluvia. Ho cercato di fotografare questo niente, ma non riuscivo a inquadrare niente, e anche dopo lo scatto, la mia fedele Lumix FZ20, non fotografava niente. Increiiible!!

Il viaggio è cominciato.Ogni viaggio argentino è intervallato ogni 100/200 km dalla visita al Gauchito Gil. Le bandiere rosse a lato della strada indicano la cappelletta piena di statuette, iscrizioni, quadretti, targhe di automobili che funziona come piccolo santuario laico per proteggere il viaggio. Noi, sicuramente più pragmatici degli Argentini, ci tocchiamo le palle e via!



A metá strada il paese di Chajarí non dovrebbe neppure essere nominato. Ma è talmente brutto, che devo farlo.Ragazzi, Chajarí è da vedere. É un paese orribile, giuro! Le solite strade regolari a Manzana come tutte le città americane e solo alcuni negozi nella via centrale, scura. Poi basta. In compenso non esiste la depressione.
Uno a Chajarí non entra in depressione, si suicida direttamente.
Ok, spiego la Manzana. Manzana significa anche mela ma in topografia indica un quadrato di 100 metri per 100 che delimita le strade (calles y avenidas) di tutte le città argentine. Così dare la vuelta a una manzana significa fare il giro del quadrato, per ritrovarsi al punto di partenza. Orientarsi è facile. Ogni calle inizia da una parte della città e termina dall'altra. In mezzo c'è una piazza, generalmente grande come 4 manzane.

Misiones si trova ancora più lontano dalla Capitale: 1200 kilometri e 15 gradi Celsius più su. Misiones geograficamente inizia con l’Establicimiento Maria, uno dei tanti dove si coltivaYerba Mate, che con il legno e l’acqua sono le tre ricchezze della Provincia. Qui il paesaggio si fa collinare e rigoglioso di alberi dalle specie piú distinte. Il clima è subtropicale e le varietà vanno dalla Palma al Pino. Ma la selva originaria è piena di Timbó, Paolo Rosa, Palmito, Ysapuy, Cancharana e Guatambú.
Il Pino la fa da padrona e ogni giorno enormi camion carichi di legna sfrecciano per la gioia di Mister Ikea.
A volte sembra di essere in Veneto, tra Cittadella e Feltre, per intenderci. Per essere uguale, però, bisognerebbe togliere tutte le case e non è mica facile.



La caratteristica fondamentale della zona è la terra che è rossa. Un enorme Roland Garros con le strade che seguono l’andamento delle colline e si insinuano nella foresta. La terra è rossa per un raggio di trecento kilometri intorno alle Cascate di Iguazu. Qui come in Brasile, i più curiosi mi chiedono di che colore è la terra in Italia. Marrone scuro, rispondo. Ah, che strano...
Tra una città e l’altra ci sono vari punti turistici, come Saltos (cascatelle) e Mirador (panorama). Misiones per tutto questo è detta “la linda”.
Misiones si chiama così perchè i primi rompicoglioni Cristiani hanno trovato qui – come in alto Paraguay e nel Paraná Brasiliano - le tribù Guaraní da indottrinare, costruendo enormi città in pietra – las Misiones Jesuiticas - di cui oggi si ammirano le Rovine. Misiones è una terra di confine e si parla anche Brasiliano e un po`Guaraní, l’antica lingua degli indios. Misiones è una terra di etnie. Qui, più che in altre provincie del País, si trovano Tedeschi, Ucraini, Italiani, Svizzeri. L’influenza si sente, i meccanici sono tedeschi, le case svizzere, le ragazze sono facilmente provviste di occhi azzuri o verdi e di capelli biondi ma non parlano Danese.



A Misiones le città si chiamano Montecarlo, Jardin America, Puerto Rico, Posadas, Esperanza, Libertad... ma chi è il genio che ha inventato questi nomi??? Sono passato anche a Oberà che in lingua Guaranì significa "colei che brilla". La provincia di Misiones è una lingua di terra rossa, calda, che si insinua nel fondo del Brasile circondata dalle acque, il rio Paranà e il rio Uruguay.... e in cima, nel punto del massimo piacere, ci sono le cascate di Iguazu....sexy, vero?...
Non è una battuta, però. Qui il sesso è vita. Bambini e donne incinta o che allattano per strada. Il sesso lo fanno anche le montagne, la terra, le piante, le foglie, la frutta....
Spiegherò.



Il 20 Giugno è il giorno della Bandiera. Tanto per sottolineare, la bandiera Argentina è stata inventata da un Italiano... il generale Manuel Belgrano. Quella mattina a Panambí ho partecipato alla inaugurazione della Ruta Costera 2, intitolata a Juan Pablo II. Stretta di mano al Governador Rovira, sfilata militare e giuramento alla Bandiera di tutti, a partire dai ragazzini della scuola.



Lo stesso pomeriggio sono passato a Obera, la città dove le etnie hanno costruito nel al Parque de los immigrantes, ognuno la sua casa.... In casa Italia la comunitá italiana stava eleggendo la "Regina della Nazione", che rappresenterà l’Italia in Sttembre alla Festa de los Immigrantes, un concorso di bellezza tra le varie comunità (Polacca, Svizzera, Russa, Ucraina, Svedese, Tedesca, eccetera) dal quale uscirà la Reina Nacional de las Naciones.
Appena arrivato ho conosciuto il presidente della comunitá (Cacho, in italiano sarebbe Ciccio) che mi ha accolto come un divo....mi ha introdotto a tutta la comunitá e mi ha invitato a presenziare come giurato.
Sono stato perfino intervistato dalla TV locale. Il fatto che a Misiones l’unione economica, politica e di lingua, sia fatta dal popolo e non dagli stati, mi affascina piú che una unione di Stati.
La Reina si chiama Juliana Emanuela Sansaloni.
Poi baci, abbracci, arrivederci a presto eccetera eccetera...



Le magnifiche Ruinas de Trinidad, in Paraguay, e di San Ignacio, non mi hanno emozionato più di tanto.... da questa osservazione deduco che tra le varie aspetti della vita continuano a sedurmi meglio le giovani e belle rispetto alle vecchie o morte.
A Candelaria (dove Belgrano ha innalzato la prima bandiera biancazzurra) ho assistito alla recita in costume di uno dei tanti San Jorge incarnato in un giovane autoctono. In questo caso si trattava di una ragazza di 35 anni. Il nome da semplice umano è Monica.
Quando San Jorge si manifesta cura i bisognosi esprimendosi in Brasiliano. Prodigi della metafisica di provincia. Con la benedizione della Santa Apostolica Romana Chiesa!



A Eldorado Radio Metropolis è uno sgabuzzino di due stanze: in una il fonico, nell’altra lo speaker. Non ci sono porte. Si sentono i rumori del centro commerciale adiacente e quelli provenienti dalla strada. Sia il fonico che lo speaker bevono Mate. La chiaccherata con il sottoscritto si snoda velocemente su temi economici, politici, di attualità. Bene amici, auguriamo buon viaggio al Tano, che ritorni a Eldorado! E pensare che mi avevano invitato a parlare dell’equipaggiamento del Bambi!
Da Eldorado decido di raggiungere le Foz di Iguazu per il percorso che solo Paolo Zanaboni può pensare….passando dal Parque Urugua-í e dal Parque Iguazu. È un recorrido molto più lungo della strada normale e si percorrono 120 kilometri di consolidado (non asfaltato) e empedrado, ma se non lo faccio io che sono comodamente seduto sotto quattro ruote motrici nuove!?!
Il primo vero test per il Bambi. La strada attraversa la Selva Misionera da centoventinove anni ed è in perenne costruzione. Il politico di turno, appena eletto, riapre i lavori per 6 mesi e poi si dimentica. È la loro Salerno-Reggio Calabria, per intenderci.



Juan Perez, un professore della facoltà di Scienze Forestali di Oberà, mi ha consigliato di fermarmi dal Guardaparque, Aloisio Folletto, disfrutando la selva, la ultima porzione di selva che rimane nella regione (Paraguay-Brasile-Misiones) che è appena l’otto percento dell’originale. Durante l’ultimo secolo, sono stati distrutti miliardi di alberi per sfruttare la coltivazione. La seconda riserva naturale di ossigeno, dopo l’Amazzonia, è quasi sparita. Quello che rimane, a San Sebastian de la Selva, è un paraiso. Aloisio è uno gnomo inventato da Tolkien e gli alberi sono gli stessi alberi che circondano la terra di Mordor, dove l’ombra non scende.



Nell’agroturismo di Don Camillo tutto è immenso e pacifico. Mi viene in mente Gone with the wind, e the beloved Tara, la casa di Scarlett. Ho cenato con gnocchi di mandioca. Ho pelato, ho lavato, ho imparato a cucinare, a friggere e a coltivare la mandioca. Impressionante. Una patata più buona della patata che in tre mesi (!) dall’interramento di 10 centimetri del fusto sviluppa dieci radici commestibili. Una ricchezza.
Lasciato il paraiso dirigo il Bambi verso Puerto Iguazu, una delle città sulla tripla frontiera, e le cascate. A 35 orari, la 4x4 inserita, tra voragini da Star Wars e sassi come a Matera, la meccanica del Bambi è una bomba. Ma all’interno la mobilia soffre. I pochi supporti deboli, si sono rotti tutti. Sbrigherò i lavoretti con calma. Il Bambi ha superato il test egregiamente.



Porto Iguazu, in Argentina, penalizzata dal cambio e forse dalle poche attitudini commerciali dei suoi abitanti, è una città quasi fantasma, rispetto alle altre due.
Las Cataratas sono davvero belle.
Dal lato Argentino si vede molto di più, sono in tutto 173 cascate e la più imressionante è la Garganta del Diablo.
Dal lato Brasileño, il giorno dopo per esagerare e per esaltare le possibilità della videocamera ragalata dai miei amici prima di partire, affitto un elicottero per un volo di ricognizione. Niente mi è costato così caro, finora: sessanta dollari. Ma vale la spesa.



Foz de Iguaçu vive di questa ricchezza, ma la città, seppure ricca in confronto alle città argentine, non è niente di speciale.
Speciale è invece Ciudad de l’este, in Paraguay. Ciudad de l’este, a parer mio vale un viaggio.
Sucio, mugre, pobreza… Sporco, sporcizia e povertà, accanto a enormi pubblicità Samsung, Sony, Panasonic con foto di ragazze orientali e scritte in ideogrammi.
In Paraguay si sono iperspecializzati in elettronica. Un numero infinito di negozi propone a prezzi Internet statunitensi, qualsiasi Tv, autoradio, computer, impianto stereo, videocamere, fotocamere, telefoni cellulari eccetera eccetera. Impressionante.



La gente mangia per la strada sotto formati dalle bancarelle perenni. Se mangiassero con los palitos, i bastoncini, sarebbe identica alla Los Angeles di Blade Runner.



Dal Brasile torno a Eldorado. Non so bene quale sentimento mi lega a quella città, ma non posso farne a meno. Misione tinnamora. Decido di buttarmi ancora in Brasile, questa volta attraversando il Rio Uruguay. Il lato Brasileño è una campagna francese con larghe colline coltivate e fattorie di legno. Come in Paraguay, la selva qui è stata totalemente distrutta. Il recorrido al Salto del Moconà, è un inferno. Ma come si sa, l’inferno è un paradiso:150 kilometri di ripio. Il ripio è la strada polverosa dove quando incroci un camion, quello ti saluta lanciandoti sassi come proiettili sul parabrezza. Ma, come una regia di un film di orrore psicologico, in questo caso il ripio non è continuo, bensì intervallato da tratti di nuovissimo asfalto, cosicchè passo improvvisamente dal sogno all’incubo, senza possibilità di uscirne.



Ma il Bambi non demorde ed è così bravo, che credo che presto gli comprerò un paio di fari nuovi….ho deciso che viaggerò anche di notte e la prudenza non è mai troppa, con i cavalli e le vacche che attraversano qualsiasi strada, anche fuori dalle strisce pedonali.

Ritorno a Posadas, la capitale, per dirigermi verso Corrientes, attraversare il Chaco, Santiago del Estero e salire a Tucuman e Salta dove fa un freddo cane….. a presto, se sopravvivo, chettelodicoaffare?