BsAs, la città inaspettata
Friday, April 15, 2005, 10:36 PM
Buenos días.
Buenos Aires, come tutte le città, è stancante. Intendo. Io non amo le città. Me ne sono andato da Milano, che nel mondo ha fama di bella città, perché sono insofferente alla moltitudine e allo smog. Quindi è possibile che non sia obiettivo nel giudizio sulle città.
In effetti BsAs è una bellissima città. Vediamo.
Innanzitutto è enorme.
Come un girasole al confronto di una margherita. 8G di Ram, al confronto di 64M. Una ragazza di Botero, al confronto di una di Modigliani,
Per essere sicuro che tutti capiscano aggiungo John Holmes al posto del sottoscritto.



Poi, oltre ad essere enorme è farcita come una cassata, ripiena come il tacchino del Thanksgiving day (chi non l’ha mai mangiato non immagina quanto è buono).
Un immenso centro commerciale che risente solo in parte della tanto vituperata globalizzazione.
Infatti qui c’è coesistenza apparentemente pacifica tra il kiosco, dove in quattro metri quadrati c’è di tutto, e il mega-iper-global.
A parte Harrods, che è fallito nel 2001.
Convivenza pacifica anche tra i piccoli locali dove si balla e si ascolta musica e gli enormi teatri con Marcel Marceau, El retrato de Dorian Gray e i Beach Boys.
L’Avenida 9 de Julio è la strada più larga del mondo. Giurerei anche quella più trafficata.
Ma i discorsi della gente sono quelli di dappertutto…gli affitti sempre più cari, il governo da cambiare, l’assicurazione sulla vita, la noia delle coppie sposate, la pizza e la coca-cola, la pubblicità dei telefoni cellulari, il Boca e il River…il Papa.
Il mondo funziona proprio così!
In effetti Bs As è Londra calda, le persone sono cordiali e costa tutto fino a 5 volte meno che in Italia. Un esempio concreto. Una cena che a Milano ti fa volatilizzare 40-50-60€, qui - mangiando pezzi di carne così - ti costa 25Ar$ (pesos), cioè 9US$, cioè 8€...rendo l’idea?
E mi riferisco a ristoranti di un certo livello… turistico, per così dire. È sufficiente adattarsi al (buon) livello degli autoctoni per uscire con la tasca piena come la pancia. Un altro esempio: pollo (pata e muslo, cioè coscia e sovracoscia) con puré, senape, pane e una Quilmes in lattina, 8 pesos cioè meno di 3€.

Procedo nella mia piccola infinità, in questo angolo della querida tierra.
È una bella giornata e sono al Parque Thays. Quello dietro la stazione, se l’indicazione dice qualcosa. Thays è l’architetto che lo ha concepito: i prati, a grandi quadrati, sono in erba all'inglese.
Dò un occhio al mio Bambi parcheggiato e sono connesso al web con una wireless (red inalambrica) di uno dei milioni di grattacieli che ci sono qui intorno. Credo che ci sia un grattacielo per ognuno dei dodici milioni di abitanti, più o meno.



La città è ricca e accattivante, anche se solo ieri ho visto un Barrio di cui varrebbe la pena innamorarsi.
Una sera, al TangoTasso.com, Barrio di San Telmo, calle Defensa, 1575 ho assistito al primo spettacolo musicale: una bella orchestra composta da pianista, basso, violoncello, viola, chitarra, 4 violini e 4 bandoneón. Tra l’altro tutto gratuito, perché ero invitato.
La strada è circondata da splendide case coloniali a un solo piano forse mai ristrutturate, tanto sono semplici e solide così, e adatte per girarci un episodio di Zorro.
Nella esquina magica (soprannominata così dal sottoscritto, un giorno forse spiegherò il perché), di fronte al Parque Lezama, ci sono dei bar autentici.
Sembrano imbalsamati nel tempo agli anni trenta o quaranta … luci basse, musica gradevole, tango ovvio, e tutto: le sedie, le pareti, il bancone del bar, i quadri e i lampadari chissà come sono riusciti a sopravvivere agli ultimi 30 pesanti e penosi anni di progresso-pubblicità-profitto.
Al Britannico – un bar che NON CHIUDE MAI - è stata girata la prima scena di Diarios de la motocicleta, con Truyillo, il cameriere bradipo: una istituzione.
Come dire che mi sono seduto accanto a dove era seduto Ernesto Rafael Guevara de la Serna, non so se mi spiego…
Ordino un caffè (bien corto, por favor) e una medialuna de grasa o de manteca. Non esiste altro tipo di croissant, in città.

Vivo situazioni anomale.
Tanto per intenderci, parlo anche per dei minuti anche con i poliziotti che mi chiedono del Bambi e mi augurano Suerte! per quello che sto facendo...
Barrio Palermo.
Oscar fa i turni di pattuglia accanto ad alcune residenze diplomatiche in Plaza Alemania. Ieri sera, mentre accanto al Bambi è passato Ariel Sharon, gli ho mostrato una banconota e una moneta in Euro. Come un bambino davanti al giocattolo nuovo, mi diceva che non aveva mai visto un Euro e che secondo lui assomigliava al Real Brasiliano. Porta a casa 270 US$/750 pesos, e vive benino.
Mi ha anche controllato i documenti, scusandosi ma doveva farlo, e poi mi ha detto che se volessi passare la notte, Plaza Alemania è un posto sicuro. Basta avvisarli.

Intanto imparo la lingua...ora tecnicamente sono "de resaca" dato che stanotte ero "borracho".
Alle 5 di stamattina, quando sono riuscito a trascinarmi di bolina larga verso il Bambi, ero pieno di tequila da fare invidia a Emiliano Zapata dopo un assalto vittorioso.
Eravamo 7 persone: Porteños, Spagnoli, Francesi e me. A BsAs la discoteche aprono alle 3, i ragazzi si fanno 1-2 ore in fila (indiana!) per entrare.
Grazie all’amico dell’amico, riusciamo a approdare in una discoteca aperta solo per noi dalle due alle tre (!!!! mai divertito così tanto en boîte!!!!)... Infine, verso le quattro, abbiamo raggiunto a fatica un pub che si entra solo se si è già ubriachi marci, sennò nisba.

L'età mi permette solo lunghissimi periodi di recupero, perciò in questo frangente non sono totalmente responsabile di quello che sto scrivendo... Se ora vedo la tequila, le sparo.



Giro Buenos Aires ormai da un mese. Conosco sempre meglio la città e ne apprezzo i quartieri chic, come Recoleta, Flores e Palermo, quelli caratteristici e più tranquilli, come San Telmo (dove praticamente vivo) e Boca, e l'enorme cintura di bidonville (Gerli, La Matanza eccetera) che circonda la Regina del Plata (BsAs).
Sto facendo una vera full immersion di Argentino della calle (qui ll si legge come il suono -ge francese per cui calle suona come cage). La frequento quel tanto che basta per diventare porteño in 2/3 mesi.
Ma rimarrò sempre un tano, perché gli Italiani, qui li chiamano comunque tano.
Poi vedrò di scoprire il resto del paese…el País, la vera Argentina, come dicono qui.
Ho sempre provato il desiderio di girare l’America Latina.
Deve trattarsi di una esigenza dei nostri tempi: mi vengono in mente alcuni nomi che hanno risolto se stessi solo dopo essere andati a vivere all'estero... (di seguito cito gli unici di cui vanto autorizzazione autografa) ...Ernest Hemingway, Herry Miller, Che Guevara.
Poiché possiedo l’età del primo, la perversione del secondo e il carattere del terzo, sono riuscito a passare la dogana con la mia fedele cerbottana per scatenare la prossima rivoluzione.

Qui la vita di città non è molto diversa da Milano, per cui prevedo che mi romperò presto. In questa ottica, il tempo pensato di 2 mesi (mas o meno) da dedicare a BsAs, sembra consono alle mie esigenze di libertà.
Vero è che in questa camioneta barbara y linda, mi sento un Uomo Quasi Libero, e in questa città, un Signore.
Vero è che le relazioni interpersonali sono decisamente più semplici. Il saluto Argentino, tra uomini donne vecchi e bambini, tutti insomma, è un bacio sulla guancia mentre ci si abbraccia. Esattamente come noi diamo la mano.
Questo può forse rendere l'idea della diversa impostazione rispetto all'Europa.

Le donne di BsAs comunque sono bien conchetas, come in Italia. Forse solo un po`più dolci. Gli uomini, invece, sono di una amabilità esemplare. Paternalistici, direi. Qui è tutto facile, tutto possibile, tutto rimediabile: no hay problema, arreglamos a todos... con quella cadenza un po' anziana e rassicurante che fa piacere... almeno a me.
È interessante il contrasto e il mix seghetto a mano - telefono (pen)ultima generazione con il quale convivono.
Anche i grandi uffici, o i grandi negozi, hanno un non so che di aperto, recettivo. E se in strada nessuno mette la freccia (!!!), senza un'auto sotto il culo formano lunghe file indiane (o inglesi?), parallele al marciapiede, per aspettare il bus o per entrare in banca, o in posta… se dico perfino in discoteca!
In pochi giorni ho conosciuto tante persone, e la faccenda non accenna a fermarsi.



Potrei parlare del sorprendente sistema di nome e numerazione delle vie di BsAs...
Tutte strade a senso unico, eccetto alcune Avenidas. Quelle di scorrimento hanno dalle 7 alle 12 corsie per ogni senso di marcia. Non si parcheggia in strada. Grandi E indicano gli Estacionamentos che utilizzano tutti. I taxi sono gialli e neri. Gli autobus sono vecchi, colorati e veloci. Non esistono vigili. Il sistema è a prova di imbecilli e un incidente tra una Fiat 127 e un negozio è trasmesso alla televisione nazionale.
Io guido l’unico veicolo con una targa non argentina.

Potrei parlare del sole e del cielo...
Il cielo di Buenos Aires è differente da quello che siamo abituati a osservare in Europa. La stranezza è che nonostante 12 milioni di cristiani (appropriato) e automobili che catalitico per loro è un'era geologica, qui non c'è inquinamento. Il cielo è BLU così, l'aria è quasi profumata e le nuvole corrono veloci.
Quando piove un uragano di acqua sciacqua tutto. Dopo ritorna il sole (o la luna con le stelle) e l’aria profumata. Buenos Aires. Appunto.
L'autunno è piacevolmente caldo. E per me operoso e carico di tensioni positive. Il mio Bambi è sempre più una ragazzina che scalpita per partire e io sto vivendo l'esperienza che è l'inizio e lo scopo della mia vita. Senza sapere né dove, né quando, né precisamente cosa farò.
Non sono mai stato così felice.
Qui tutti sono letteralmente innamorati dell'Argentina. Sono prodighi di consigli su dove andare, quando andare e cosa vedere.
A tutti piace parlare per dei quarti d'ora del País.

Per un ingenuo distratto, questa è la Capital Federal.
Naturalmente è molto di più. E molto diversa. Intorno, a cornice di questo meraviglioso benessere, la Grande Buenos Aires, che a detta di tutti è l’Argentina più pericolosa.
Ho potuto conoscerla per via delle necessità del Bambi. Anche oggi sarò a Gerli (si scrive così ma è praticamente illeggibile). Las villas, le favelas di BsAs.
Povertà. Distruzione, apparente abbandono e una miriade di attività legali e non.
Un carabiniere di Milano o Napoli, ha sicuramente visto di peggio. È solo il livello di povertà che impressiona.
Che fa pensare al perchè sto passandoci in mezzo, io, su una camioneta con i sedili nuovi, el televisor y la heladera?
Fine considerazione morale, riparte la pubblicità.
Brigitte l'ho perduta una sera tra Paraguay e San Martin. Io ero a dei tassi di tequila impensabili a Milano. Lei peggio.



Devo dire che le avventure si susseguono e il bello è che sono le 21 e non so neppure che mi accadrà stasera. Ma qualcosa accadrà. Forse nulla, che sarebbe una novità.
Ho scelto il locale ed è praticamente perfetto. So che mangerò spendendo dai 12 ai 15 pesos. Dividi per quattro e hai gli Euri.
Buen provecho.