Le passage de la Ligne
Friday, March 11, 2005, 08:58 PM
Sono in un perenne tragitto da Cima Gogna alla diga, quando tutte le sensazioni
si accumulano in una inebriante esperienza di droga pesante gratuita.
La traversata sembra lunga ma vorrei che non finisse mai, mentre fra pochi
giorni vedremo il Brasile.

Non sono interessato a nulla, se non questo oceano
rigenerante che mi sta pulendo l'anima. Vorrei restare su questa nave in eterno.

Il mare è blu intenso, profondo e brillante.
Qui c'è tutta la solitudine che cerco.

Ieri abbiamo passato l'equatore. Una sirena sulla nave ha dato l'avviso, poi,
sul ponte alto, l'equipaggio ci ha fatto il battesimo del passaggio inondandoci
d'acqua con le lance degli estintori. Ieri è cambiato il fuso orario e stanotte
cambierà di nuovo.
Io e Pierre abbiamo fatto l'esperimento del senso dell'acqua, che ora vediamo
girare in senso antiorario.

In ogni porto africano mi hanno proposto di infilarlo in qualche posto caldo.
Temo che in Brasile la faccenda si farà ancora più seria. Qui TUTTI fanno di
tutto per pubblicizzarmi il Brasile. Il comandante parla perfettamente
brasiliano, il cameriere racconta aneddoti ai limiti della credibilità.

Jean, il francese di 84 anni, ci ha vissuto e oltre che a parlarlo discretamente, conosce
quasi tutto intorno a Rio e la sua frase di rito è tu ne peux pas l'imaginer.
Grazie, ma io sto andando in Argentina. Sì, anche lì è bello ma fa freddo, poi
ci sono meno ragazze, il Brasile è un paradiso e bla bla bla che tu ne peux pas
l'imaginer.

Che palle. Meglio non parlare con nessuno e continuare a sognare.

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