Rapsodia Italiana
Friday, April 11, 2008, 03:47 PM
Recentemente sono tornato in Italia, dove sono nato e cresciuto. Meraviglioso paese.
Ho avuto la opportunità di visitare Milano, Genova, Pisa, Siena, Roma... e non solo.
A Monteriggioni, che è un luogo da favola, ho dormito una notte da favola. A Venezia ho rivisto le donne più belle d’Europa e Silvestro Lodi, un artista intelligente, fantasioso e divertente, oltre che un amico speciale. A Firenze ho attraversato la città, dalle porte di San Miniato al Ponte Vecchio, con la sensazione di fare lo stesso percorso che fece Michelangelo, o il Vasari, o lo stesso Lorenzo Medici.



Roma è la contraddizione più estrema. Sembra viva e attiva, mentre il diffuso degrado, la sporcizia maleodorante e la volgarità delle persone conosciute, la uccidono. In realtà è più viva la Roma imperiale, quella papale, e quella rinascimentale e barocca, della Roma attuale. Auronzo e tutto il Cadore sono un gioiello ancora relativamente sconosciuto. Tiziana De Filippo, stupenda e dolcissima amica, mi ha spiegato il perchè... e i Cortinesi hanno già deciso di cambiare regione. Io l’avrei volentieri aiutata a uscire da questa situazione strutturale malata.
Purtroppo la sua risposta è stata negativa, ma mi dà lo spunto per scrivere queste riflessioni.



Riflessioni che non mi porteranno solo a descrivere l’Italia nelle sue bellezze, per le quali spero che le fotografie parlino meglio. E i ricordi sono dipinti nella mente meglio di un Raffaello, di un Porcinai o di un Canaletto. Infatti questa è una terra di sogno. E la millenaria cultura e tradizione dei suoi abitanti, hanno permesso uno sviluppo rispettabile di arte, letteratura, ingegneria, scienze, design, gastronomia, in una piccola penisola dalle ricchezze naturali invidiabili e desiderate in tutto in mondo.



Io morirò soddisfatto solo se riuscirò a fare il meglio che mi è possibile. È poco, lo so.
Per questo scrivo.
E non voglio parlare male dell’Italia perchè non è mia intenzione farlo, ma forse da lontano molte cose si vedono meglio.
Ora vivo a Buenos Aires e sto guardando un video su corriere.it, mentre il serio dirigente Michele Mario Elia, parlando della situazione delle ferrovie in Italia dice che “.... stiamo installando.... dateci il tempo di lavorare...è uno sforzo che ha il suo tempo.. sarà completata entro il duemilanove....ad eccezione delle stazioni di Bologna e Firenze.....presto si potrà andare da Milano a Roma in 3 ore e 10 minuti”.



Le espressioni uguali alle promesse degli uomini politici.
“Faremo qui..”, “stiamo facendo là..”, “in questo campo siamo al top della competitività“...stiamo lavorando per voi.
Peccato che nonostante 60 anni di democrazia, in Italia oggi manca una classe politica seria.



Un giorno ricorderemo che nel 2007 l’Italia intera era trattata dai politici come l’autostrada Salerno-Reggio Calabria: un immenso cantiere aperto, che – come sempre - alle prossime elezioni prometteranno di chiudere.
Politici, che in realtà sono ben pochi e si confondono nella triste e strapagata orda dei disonorevoli parlamentari a mezzo servizio. E un sistema costituzionale (ahinoi) anacronistico, che tutti promettono di cambiare ma che al momento di votare - essendo politici mediocri – bocciano e rinnegano le loro stesse idee.
Nel Senato Italiano, ci sono più di trecento persone, mentre negli Stati Uniti sono cento.
No comment.



I politici italiani – qui voglio generalizzare: per ricevere più critiche del solito - a parole promettono giustizia, sanità, lavoro, sicurezza, una casa per tutti, la riduzione delle tasse, i fondi per la ricerca... o la lotta alla droga. Di fatto accettano gli inviti ai programmi televisivi per difendere i propri geniali principi e denunciare le altrui inefficienze. Programmi? Obiettivi? Macchè!
Interpretano fantasiosamente le statistiche cercando di convincerci che qualcosa di buono lo stanno facendo, e si indignano se un comico gli suggerisce una villeggiatura in una località buia e calda.
L’unica lotta alla droga che conoscono è quella di comprarla a buon mercato.
Ha forse ragione chi dice che ormai la mafia è il sistema, mentre la lotta alla mafia è il virus?



Recentemente sono tornato in Italia. Portovenere è un bellissimo sogno e le linguine al pesto una piacevole realtà. A Misurina, nella trattoria Quinz al Lago, abbiamo assaggiato il tris di gnocchi più entusiasmante della mia vita. Nella trattoria “il molino del Moro” a Colle Val d’Elsa i migliori Pici al pomodoro e pecorino della storia dei Pici. Nella Stadera ad Auronzo di Cadore, il risotto al radicchio rosso perfetto. E nella Grotta di Radicofani, la zuppa di funghi esattamente come te la aspetti. Senza parlare del Bis di Lasagne di Giorgio o il Tris di Polenta della Wilma... in massimo!



Ristoranti e Hotel cari come a Dubai ma con gli stessi servizi di Cuba o della Corea del Nord. E se non è così ci sono molto vicino. A parte i soliti nababbi, che a Cernobbio, Portofino, Cortina d’Ampezzo o Positano, Forte dei Marmi o Panarea, in Costa Smeralda o a Venezia hanno la villa, la suite o lo yacht e una discreta lista di carte di credito a disposizione, i turisti meno abbienti hanno a disposizione un solo “prodotto Italia”: la truffa. Che in Italia tutti chiamano “offerta”.
Prezzi incomprensibili. Furti e continui tentativi di furto. Non furti fatti “agli altri”, bensì fatti a noi stessi.



È inutile negarlo: Silvio Berlusconi, purtoppo l’unico fra tutti questi che resterà famoso tra più di tre generazioni, ha contagiato tutti. E il parlamento italiano, che dovrebbe essere una assemblea di Probi Viri al servizio della Res Pùblica, si è trasformato in una masnada di creativi pubblicitari, che ogni giorno inventano un nuovo slogan, un nuovo logo, un nuovo partito, una nuova promessa per vendere il “prodotto Italia”.



E per farlo, litigano in televisione su come si deve fare televisione (che per apparire interessanti chiamano servizio pubblico) e riempono le strade e le stazioni ferroviarie di megaschermi dove passano pubblicità anzichè informazione.
Una noia mortale.
Come guardare la RAI: “Incantesimo” ,”Unomattina” “Un posto al sole”, “Affari tuoi”, Acquanauti”.
Siamo dei ritardati mentali da imboccare a menzogne?



Perchè la verità è che fra tanti tentativi di farsi pubblicità, le idee non ci sono. La voglia di competizione non c’è. L’orgoglio nazionale non c’è mai stato.
La ricetta di “come uscire dalla crisi” la conoscono tutti e te la presentano sorridendo alle telecamere. Dicono qualsiasi cosa. Ma come migliorare e progredire, come dare una speranza al futuro, come lavorare per un futuro migliore... beh... poco.
A parole tutti pronti e disponibili alle riforme. Nei fatti, sono tutti impantanati nell’onda di ciò che conviene fare, anzichè di ciò che è giusto fare.
Se fosse solo per i politici e per i giornalisti di oggi, l’Italia è un paese sputtanato. Tutte le battaglie in perdita. La mafia, le stragi, la violenza, i furti, la droga, i soprusi, le prepotenze, in Italia sono tutti reati impuniti. E, grazie al beneficio della condizionale, siamo un popolo di vittime non tutelate.
Dove la certezza della pena è un miraggio, la certezza del reato è la realtà.



Ho qui una piccola lista di sogni Italiani.
La mia Rapsodia Italiana (1ª parte).
Una legge uguale per tutti. Una giustizia funzionale. Ospedali incontestabili. Scuole e Università formative. Sicurezza e garanzie. Rispetto delle norme stradali. Uffici pubblici e ufficiali pubblici validi. Trasporti pubblici efficienti. Spiagge protette. Libertà dalla speculazione edilizia selvaggia. Mangiare a buon mercato. Pagare ambienti sani dove dormire. Strade pulite a Napoli. Musei interattivi e formativi. La metropolitana a Linate. Negozi aperti di notte. L’Europa.



I masochisti amano. Io vivo in Argentina da masochista, perchè – per amore - seguo gli eventi italiani anche da qui, e ho gli attributi triturati dai giornalisti (non meno falsi dei falsi politici) che riportano il commento, del commento, del commento, del commento... un bla bla bla per i poveri pirla come noi, mentre i problemi veri sono altri.
A metà del dibattito lo dicono tutti: “il problema vero è un altro”. Per poi enunciare semplicemente la prima stupidaggine che gli viene in mente....



Il problema vero è questo.
Siamo colpevoli. Colpevoli per pensare di convivere con la delinquenza in casa e colpevoli per una tremenda cecità internazionale. I giornalisti non si occupano più di analizzare i fatti. Invece di conoscere come va il mondo e quali sono i problemi, le scoperte, le tragedie, il progresso e lo sviluppo, continuiamo a commentare il commento del commento dl commento. Da vomitare.

Il problema vero è questo.
Ci crediamo grandi e belli più per la nostra storia che per quello che trasmettiamo agli altri. Non solo non ci garantiamo uno sviluppo tecnologico adeguato ai tempi rapidi del nuovo millennio, ma non c’è più arte nella nostra vita quotidiana, non c’è ricerca del bello e non c’è nemmeno fantasia nel cinema italiano, che eccezioni a parte, è proprio una noia mortale. Ci limitiamo a riempire di leoni d’oro il cinema asiatico, mentre da questo (e da quello statunitense) non impariamo nulla, e continuiamo a raccontare mafia, omicidi, povertà e orrori della società Italiana.
Come se “per gli altri” fosse interessante.

Il problema vero è questo.
Ogni anno si producono nel mondo circa 30 miliardi di tonnellate di CO2, soprattutto per l’uso di carburanti fossili e a causa del disboscamento delle foreste. Di questa quantità soltanto il 50% viene smaltito dalle piante, il resto si accumula. Dai periodi pre-industriali a oggi la quantità di biossido di carbonio atmosferico è aumentata da 270 ppm (parti per milione) a 380 ppm. La soglia pericolosa di invivibilità è 450 ppm e di questo passo il limite si toccherà nel 2040. [dati da corriere.it]

Il problema vero è questo.
Viviamo nella breve epoca del petrolio, uno dei principali carburanti fossili, che dura da 100 anni e durerà per altri 50, non di più!!
Viaggiamo nel pianeta e il nostro cibo viaggia, i nostri prodotti viaggiano, le nostre informazioni viaggiamo, grazie a questa melma puzzolente che si sta velocemente esaurendo.
L’uomo ha saputo estrarla, lavorarla e commercializzarla. E se l’Italia è nel G8 significa che ne abbiamo anche tratto molti vantaggi. E tutti hanno pensato di essere ricchi.
E in Italia per diventare ricchi non ci si deve preoccupare se si delinque. Anzi, abbiamo imparato a vedere i ricchi come i veri criminali. E forse è proprio così.
Ma la crisi energetica che cambierà l'assetto mondiale, è alle porte.
Il petrolio mancherà, l'acqua potabile fra pochi anni sarà una rarità, e l'inquinamento già uccide.
Dunque? Qual'è la prospettiva? Qual'è il "futuro migliore"? O sono solo un pessimista?



Il problema vero è questo.
In questo mondo in rapida evoluzione non possiamo garantirci né sicurezza, né energia, né acqua potabile né aria respirabile per tutti. Un politico, oggigiorno, non solo ha (avrebbe) il dovere di combattere la criminalità, ma sopratutto di proporre un futuro migliore... per le famiglie, per le comunità, per le imprese... sapendo che il petrolio è destinato a finire.
Di conseguenza, o ci rimbocchiamo le maniche da subito per impostare un futuro migliore, oppure... prepariamoci alla guerra.



Servono proposte politiche innovative che incentivino fortemente la visione del futuro possibile: non riducendo o penalizzando il mercato basato sul petrolio, ma promuovendo la produzione di energia, sostenendo in maniera decisa la ricerca e lo sviluppo di energie alternative al petrolio....Sistemi Fotovoltaici, Pannelli Solari, Elioconvertitori, Motoconvertitori, batterie autoricaricabili ...e poi energie alternative per la motricità.... ma in Italia... poco.



È un fatto. L'italia non può produrre energia atomica: può solo comprarla.
Una bella ipocrisia, non c’è che dire…
Ma un giorno l'uomo ricaverà energia dal calore dei vulcani, dai fulmini dei temporali, dalla forza delle maree.... . e gli italiani che faranno? Si danneranno a comprarla, magari barattando dismesse raffinerie dell'ENI o antiche automobili a benzina che nessuno saprà più mettere in moto… a qualcuno viene una idea per essere protagonisti della era post-petrolio?
Io non pubblicizzo il nucleare, perchè il problema irrisolto del nucleare sono e saranno sempre le maledette scorie. Ma, preferirei sapere che l’Italia è buco dell'ozono-free, piuttosto che libera da centrali nucleari. Perchè risulta poco interessante, e sopratutto molto stupido, se ce ne sono a Tricastin, Belleville o Fessenheim, Mühleberg, Beznau e Gösgen... e a proposito.... siamo preparati a difenderci in caso di incidente, o sapremo solo “protestare fermamente” contro il governo Svizzero?



Per il momento le automobili sfrecciano sulle strade d’Europa, ammazzando più di un milione di persone ogni anno. E permettiamo enormi accumuli di ricchezza e potere in una persona sola.
Capitalismo irresponsabile.
Per il momento la plastica ci accompagna come una droga.
Per il momento siamo in attesa di pagare le tasse: in uffici inadeguati e code interminabili.
E ci si mette in coda anche per entrare in un museo! Unica eccezione Milano: per vedere il Cenacolo è bastata una telefonata di prenotazione et voilà, l’attesa in coda è sparita. Non è difficile, no?
E posso solo sperare, che le tecnologie (non le future, le attuali e magari anche già un po’ vecchiotte) possanno semplificarci la vita: l'abbattimento dei costi e dei tempi della burocrazia, in primis, attraverso il web. Ci sono più servizi civici on line in Argentina che in Italia!!! Ma è logico. Ancora nel 2008, i politici italiani Internet neanche lo sanno usare. Non ne conoscono né le peculiarità né le potenzialità.
Vista da qui, la democrazia “sudamericana” è proprio lo stivale nostrano! Bello finchè si vuole, chi lo nega.... ma...



Rapsodia Italiana (parte 2ª).
Negli uffici pubblici (Comuni, Regioni, Registri Civili, Polizia, Casellari Giudiziari, Ferrovie, Uffici Catastali, Musei, Biblioteche, Università) vorrei Reception Desk con computers e personale competente a disposizione dei cittadini e incontrare 50 ragazzi che spiegano come utilizzarli, e non 5 impiegati che ti guardano svogliati, mentre stai invecchiando triste in una triste fila.....
Vorrei ricordare i “biglietti di carta” come ricordo i gettoni telefonici. Vorrei tessere magnetiche ricaricabili per i trasporti pubblici. Vorrei tutte le farmacie aperte 24 ore. Vorrei auto della Polizia in ogni tratto di autostrada. E almeno 4 vigili di quartiere, presenti e coordinati fra loro. Vorrei non sprecare tonnellate di carta ad ogni elezione. Vorrei evitare di “portare due fotografie formato tessera”. Vorrei un chip nel Passaporti Europei, che contenga le mie impronte digitali e il mio gruppo sanguigno e il mio DNA.
E, PLEASE una delle due: o Polizia o Carabinieri. O Camera o Senato. O regioni o regioni-a-statuto-speciale (che ritengo una palese contraddizione costituzionale con l'Articolo 3?)



Vorrei che i grandi palazzinari e i loro piccoli emuli, tutti criminali: devastatori del territorio e stupratori del concetto di casa, e sostanzialmente degli emeriti delinquenti che lo Stato fa Cavalieri del Lavoro, venissero interdetti dalle loro funzioni. E come pubblica gogna venissero appesi per le palle, tutti insieme, 5 minuti ogni anno, in ognuna delle città che hanno distrutto.
E venissero sostituiti da imprenditori e architetti con idee di buonsenso. Ne conoscete?
Vorrei che lo Stato e i Comuni, permettessero solo la costruzione di ecocase energicamente autosufficienti. Con sistemi antisismici e isolamenti termici e acustici adeguati, pannelli solari nelle pareti e accumulatori in cantina... e questo non lo ottengo trasmettendo “Affari tuoi”.
E ancora: Wi-Fi, Wi-Tricity, Maglev, AI, biometria, nanotechnologie, robotica e protezione attiva dal buco dell'ozono.



A Milano abbiamo visitato gli amici più cari e la quotidiana competizione di un popolo iperproduttivo; A Venezia, tra umidi canali e fredde calli, abbiamo goduto la città più interessante del mondo; Nelle Dolomiti abbiamo gioito delle meraviglie naturali, che penetrano al di là degli occhi e giungono al cuore come il sorriso di un neonato; Abbiamo viaggiato da Pisa a Firenze cullati nella culla della cultura Italiana; abbiamo sognato nella Valle d’Orcia, con le sue leggendarie colline che sono poesia; e giù, fino alla Roma imperiale e papale. Roma che, poverina, sembra così lontana dalla Toscana. Figuriamoci dal resto d’Europa. Figuriamoci dall’Islanda....
Perchè l’Islanda? Perchè mentre in Islanda stanno producendo e vendendo all’estero elettricità ricavata dai Geyser, noi non ci preccupiamo di trarre vantaggio dalle onde del mare? È così inquinato che ci fa schifo?



Si cerca di vendere il “prodotto Italia”.
E lo facciamo talmente male che stiamo scendendo in tutte le statistiche turistiche.
A proposito: eravamo primi.
Nessuno si è ancora accorto che “il prodotto Italia” è troppo caro per venderlo?
A partire dall’assurdità dei Duty Free, vera vetrina dei prodotti italiani, con prezzi che danneggiano tutti: invece di comprare in Italia, compreranno in Spagna, in Belgio, in Finlandia: parleranno dell’Italia come del paese più caro, e noi continueremo a mantenere strutture con un personale che non può vendere, e quindi in perdita.
Un nome Italiano (uno qualsiasi, basta che "suoni" italiano) nel mondo fa vendere. Qui in Argentina TUTTE le gelaterie hanno un nome Italiano. E quasi tutte le pizzerie e i ristoranti. Ma i prezzi non sono il doppio degli altri. Perchè sennó nessuno si sognerebbe di comprare.



Perchè nessun governo attua una politica di controllo (e riduzione, perchè no!) dei prezzi?
Perchè non vengono sistematicamente abbattute le case costruite illegalmente sui litorali? O nei letti dei fiumi? O quelle costruite intorno al Vesuvio, dove prima o poi ci saranno migliaia di morti arrostiti? A chi faranno comodo i morti?
Quanti (nostri) soldi spenderanno in parlamento nei tribunali e in televisione per infine NON individuare nessun colpevole?
Perchè nessuno si impegna per una riforma radicale e funzionale dell’ordinamento giudiziario?
A chi fa comodo che i processi non vengano celebrati e i reati non vengano puniti?
Perchè nessuno provoca una TEMPESTA DI LEGALITÂ per estirpare il nepotismo e le clientele, la corruzione e il ricatto dei poteri forti e meno forti, ma pur sempre poteri? Non sono queste le meschine, ripugnanti, razziste “basi culturali” della mafia?
Perchè ognuno di noi non si ribella civilmente e fermamente all’arroganza dei SERVITORI dello stato? Mi dà pena pensare a poliziotti e carabinieri male addestrati, alla orda di tristi impiegati (di poste, registri civili, comuni, provincie, regioni, catasto ecc), a funzionari e politici con pochissima voglia di lavorare.
E infine mi chiedo: PERCHÈ LO STATO NON PROTEGGE I CITTADINI DAL POTERE CRIMINALE DELLE BANCHE?



Perchè non si prendono già le impronte digitali a TUTTE le persone che vivono o che entrano in Europa? Si chiamano generalità e non si criminalizza proprio nessuno. E vorrei appoggiare il dito su uno scanner e non sporcarmi con l’inchiostro (non per il mio dito, ma per risparmiare sulla carta, sull’inchiostro, sul tampone e su tutto il processo).
Perchè le uniche lotte da non dimenticare in Italia sono quella antifascista, e la rivoluzione Leninista?
Ho parlato male degli impiegati statali. Ma applaudo, ammiro e stimo coloro che in tutto questo marasma credono ancora nell’impegno sociale: militari e polizia, insegnanti e ricercatori, dottori, paramedici e volontari, e i magistrati che lavorano in prima linea contro tutte le mafie ma senza un esercito alle spalle, e senza i quali tutti noi saremmo completamente indifesi.
Perchè Dalla Chiesa, Falcone e Borsellino non vengono celebrati come esempi e come eroi Italiani? Che ne è del loro sacrificio? Dove sono le loro statue? Perchè non si fanno conferenze, premi, celebrazioni, concorsi, anche online, per perpetuare il loro esempio?
Vogliamo tirare fuori dai libri di scuola (penso a festival, concorsi, esibizioni, giochi, conferenze, cinema, teatro,..) penso ai grandi Cristoforo Colombo, Leonardo da Vinci, Dante e Galilei, Nicolò Machiavelli, Antonio Vivaldi e Tiziano Vecellio, Filippo Brunelleschi, Michelangelo, il Caravaggio e il Bernini, Donatello e Canova? ... Ma solo per citare alcuni illuminati del ‘900, che ne è della Fallaci, Enrico Fermi, Arturo Toscanini, Guglielmo Marconi, la Montalcini o Rubbia, Biagi, Renzo Piano, Montanelli, Carlo Maria Giulini, Umberto Eco, Dario Fo, Gae Aulenti, Umberto Veronesi e Ambrogio Fogar e tutto il patrimonio intellettuale che l’Italia ha sfornato e che dimentica più in fretta di un malato di alzheimer?
Per molto meno nel Regno Unito si diventa MBE e ci si fregia con il titolo di “Sir”. In Italia, al massimo, si intitola loro una strada in periferia.



E chi conosce Herbert Pagani, Pierluigi Zappacosta, Anna Maria Italiano? O Ivo Livi e i suoi tre grandi amori? Posso sperare che non siano solo la Francia e gli Stati Uniti a celebrarne la grandezza e perpetuarne l’insegnamento?
E ancora: posso sperare che il prossimo PM (in tutto il mondo PM significa Primo Ministro...) sappia parlare, oltre che in Italiano, perlomeno perfettamente in Inglese, Francese e Spagnolo e Arabo, perchè no? Mi farebbe sentire più tranquillo, che possa comunicare personalmente con tutti i PM al mondo, e senza aspettare una traduzione.... è chiedere troppo?
Siamo il paese delle attese inutili. Come quando passa il treno e il passaggio a livello si chiude 5 minuti prima (ok, la prudenza non è mai troppa...) e si riapre 2 minuti dopo.....a che serve?




E infine: perchè non la smettono di pensare che il mezzogiorno debba essere riempito di fabbriche? A chi piace lavorare in una fabbrica?
Dove è l'innovazione, la ricerca, la creatività e la cultura italiana? Che ne è della italianità?
Io non so pensare di economia, ma sono certo che in questo finto capitalismo, in questo capitalismo da amici, la logica economica è semestrale...altro che prospettive future!
Abbiamo dei grandi obiettivi? NO.
Beh, in mancanza di una idea migliore, l'unica industria che vorrei incentivare da Firenze in giù, è quella del turismo gastronomico, artistico, culturale e balneario. A tutti i livelli: dal camping all'hotel 6 stelle. Questo è il Prodotto Italia.
Perchè dovrei produrre televisori, se i giapponesi, i cinesi, gli statunitensi e i tedeschi lo fanno meglio?
Ci prendono per i fondelli in mezzo mondo perchè siamo quelli della “mozzarella e mandolino”?
Ottimo! Vendiamo mozzarella e mandolino a tutti quelli che producono televisori.
Ingrassiamoli di prodotti genuini e facciamoli divertire.
In mancanza di idee migliori, voglio la città del gelato, la città del tiro con l'arco, la città dell’oboe, del toboga, del campionato delle idee brillanti, dei giochi olimpici del canto, del pino mugo e dell'orso marsicano, la città dei bambini prodigio!
L'Italia del centro-sud dovrebbe essere il koh-i-noor del turismo e della cultura globale.
I tremila chilometri di costa più ospitali e affascinanti d’Europa, le cento città più civili, piene di storia, pulite, interessanti e vivibili dell'intero pianeta!
E invece...



E invece le città italiane non sono fatte per ospitare i turisti. Qui regna confusione, disorganizzazione, mancanza di servizi e di pulizia, mancanza di sicurezza e di garanzie.
La perestroika e la glasnost, tanto celebrate venti anni fa, qui non sono mai arrivate. E nonostante mani pulite, io vedo un mucchio di persone sporche. Dentro, sopratutto.
Roma, infine, dovrebbe essere la punta di diamante d’Italia: metropolitane efficienti, indicazioni coerenti, sicurezza garantita... Roma dovrebbe ricevere i turisti negli hotels, nei ristoranti, nella metropolitana, nei negozi, per strada, nei musei, con calore, rispetto, solidarietà, allegria... in almeno 10 lingue diverse!
E invece...



E invece è un luogo che più di 'Vacanze Romane' ricorda '1997 Fuga da New York'.
Roma dovrebbe favorire i turisti con una accoglienza alberghiera di eccellenza, incentivarli negli acquisti e nella conoscenza della storia Italiana; proporre eventi e iniziative culturali spettacolari, interattive, tecnologiche, conoscitive. E vorrei trovare polizia educata (e che per lo meno parli Italiano), e metropolitane immacolate!
E invece....
E invece di garantito c’è solo che prima o poi qualcuno ti frega.
Tutti ci hanno detto di andare a Roma e a Roma siamo andati.
E ora, come tutti, pensiamo: Roma? Mai più!!!



Non solo non approfittiamo delle tecnologie per migliorare la vita sociale ma nemmeno diamo impulso alla poesia, alla musica, alla scultura, alla letteratura, al teatro e all'arte, e alla nostra storia....non sono forse queste le migliori espresioni della italianità?
Lo so. Servirebbe un nuovo rinascimento italiano che è chiedere troppo a questa classetta politica di aspiranti creativi pubblicitari. E forse a noi stessi, che non siamo certo dei Leonardo da Vinci.



Ma nel frattempo almeno vorrei portare Emiko a conoscere la culla della civiltà senza vergognarmi di come è abbandonato il Palatino o il Pantheon (che in più è chiuso e non si sa perchè!) con la spazzatura intorno ai monumenti O della “signora” dell’albergo che dal corridoio alle 8 del mattino urla come un’invasata “PULIZIA!!!!”, che alle orecchie di uno straniero suona come una improvvisa irruzione in hotel per arrestare un delinquente!
Pulire Roma oggi, non è certo un compito difficile come quello che affrontò Sisto V, nel 1500.
O vogliamo rassegnarci a non ospitare mai più una olimpiade, per totale, palese inadeguatezza?



A parte i parenti, assolutamente amabili e preziosi, i miei amici carissimi, Daniela, Iaia, Chia e Gianni che ogni volta mi aprono le porte e il cuore, e il Cadore e la Toscana... l’Italia che ho rivisto con i mei occhi è una serie deprimente di truffe agli Italiani stessi.
Che però si credono furbi.



Io sono masochista. Amo l’Italia e morirò soddisfatto solo se riuscirò a fare il meglio che mi è possibile.
È poco, lo so.
Per questo scrivo.


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